| Titolo | Ferrara |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | Ferrara |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA |
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Adagiata nella parte settentrionale della pingue pianura emiliana, a breve distanza dal Po, Ferrara è una città d’arte fra le più cospicue, con una prevalente impronta rinascimentale e con un ampio e compatto nucleo medievale. La città possiede due volti: quello legato alle sue radici medievali – caratterizzato da strade strette e tortuose, da case e chiese pittoresche, da angusti portici, da arcate che legano un edificio all’altro – e quello delineato dall’ampliamento urbanistico promosso alla fine del ‘400 dal duca Ercole I d’Este e realizzato dall’architetto Biagio Rossetti che fece di Ferrara – come scrive Jacob Burckhardt – ‘la prima città moderna d’Europa’. Il nome della città, le cui origini sono sconosciute, compare per la prima volta in un documento longobardo dell’anno 753. La città sorse, con funzioni militari e commerciali, presso la biforcazione dell’antico corso del Po nei due rami di Volano e di Primaro. Nel medioevo, dopo lunghe vicissitudini che l’avevano portata anche sotto il dominio dei conti di Canossa, divenne libero Comune e iniziò a svilupparsi verso nord, allontanandosi dal fiume. Nel sec. XIII le lotte fra Guelfi e Ghibellini favorirono la graduale conquista del potere da parte di una sola famiglia, gli Estensi, sotto la quale Ferrara conobbe la sua stagione più grande. Nel sec. XV divenne la capitale di una delle signorie più importanti d’Italia, specialmente con Nicolò III e con i suoi figli Leonello, grande umanista e protettore delle scienze, e Borso, committente di moltissime opere architettoniche ed artistiche. L’università, fondata nel 1391, conobbe allora il massimo sviluppo. I duchi che seguirono, soprattutto Ercole I, si distinsero per l’interesse in campo musicale e teatrale, oltre che per la magnificenza della loro corte, confrontabile con le maggiori d’Europa. Con la presenza di Renata di Francia, moglie del duca Ercole II, la città divenne uno dei più importanti centri della Riforma Protestante in Italia. Nel 1598 gli Estensi, rimasti senza eredi legittimi, dovettero abbandonare la città, che divenne una Legazione dello Stato Pontificio. Sotto il potere temporale del Papato essa rimase poi fino all’unità d’Italia, salvo la parentesi napoleonica.
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