| Titolo | CENTO |
| Categoria | Città |
| Argomento | Generale |
| Stato | ITALIA |
| Citta | CENTO |
| Indirizzo | |
| Cap | |
| Provincia | Ferrara |
| Nome Alternativo | |
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| Recapiti | |
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| Pubblicato da | Sovrana |
| Fonte | TSCITTA2 |
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Cento, con il suo territorio centrale ed equidistante rispetto Bologna, Modena e Ferrara, ha senza alcun dubbio caratteristiche originali ed inconfondibili. Questo territorio nei secoli più bui del Medioevo venne invaso dalla palude ed una delle più importanti attività economiche divenne quella della pesca del gambero, che ancora oggi campeggia nello stemma del Comune di Cento. Questo territorio nel duecento venne concesso in enfiteusi ai suoi abitanti perchè lo bonificassero e lo coltivassero. Un forte spirito associativo favorì la nascita di un singolare istituto, tuttora vivo ed operante: la Partecipanza Agraria. Questa istituzione ridistribuisce, ogni vent'anni, le proprie terre fra i discendenti delle famiglie che costituirono nel XII secolo il nucleo iniziale della comunità centese, creando un fortissimo legame con questa terra, dove esiste una delle concentrazioni demografiche di zone agricole tra le più alte d'Europa. Nel 1502 il Papa Alessandro VI la sottrasse al dominio del Vescovo di Bologna e la assegnò in dote alla figlia Lucrezia Borgia, destinata in sposa al duca di Ferrara Alfonso I° d'Este. Cento ha avuto i suoi riferimenti culturali nella città di Ferrara ed in particolare in Bologna, alla cui Diocesi appartiene tuttora. Raggiunge il suo massimo splendore e la sua massima notorietà nel secolo XVII, soprattutto grazie alla fama conquistata dal più grande dei suoi figli: Giovanni Francesco Barbieri detto Il Guercino (1591 - 1666). Per tutto il Seicento e il Settecento, Cento ebbe una fiorente vita culturale ed artistica. Nel 1754 Papa Benedetto XIV attribuì formalmente a Cento il rango di Città. Durante la Repubblica Cisalpina (1797) Cento venne eretta a capoluogo del Dipartimento dell'alta Padusa. Nelle vicende risorgimentali Cento ebbe tra i numerosi protagonisti anche un martire: Ugo Bassi, prete garibaldino, fucilato dagli austriaci a Bologna, l'8 Agosto 1849.
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